Continui a comparire e a scomparire e a riapparire disse. sei sempre stata cosi ,non ho mai scoperto veramente chi sei..Sparisci e ritorni diversa da prima ,e io devo riadattarmi..Quale delle tue forme mi conviene tenere d occhio? " mi urlo dalla doccia...
Il mio occhio coglie la azione giù per la strada ,dalla tentina rosa delle cucina , in mezzo a minuscole gocce di pioggia, come lenti a contatto incollate sul vetro. Due donne caricavano cartoni ,e sacchetti della spesa nel bagagliaio aperto della macchina.Da i sacchetti spuntavano gambe di sedano e surgelati e scatole di detersivo.Sembrava la sorda riproduzione di una realtà nota , catturata dal ’ obbiettivo di una macchina fotografica .Un silenzio sordo e profondo . Mi sentii come se dovessi scusarmi , per essermi intromess0 in tale scena di universale cordoglio filtrata dai rami di limoni amari già spremuti . manici di anfora di Atene con il sigillo impresso col pollice sul ‘argilla morbida , le rughe del mio padre , un penny vittoriano , tessere di mosaico di qualche chiesa bizantina , gli occhi di mia madre .
Mi sorrise " Dai vestiti che ti faccio le foto" ,disse e comincio a scattare... Mi sembrava di salutare me stessa, nella speranza che se un giorno ,i miei dubbi avessero richiesto prova concreta dal mio transito terreno ,avrei potuto ricordare quel instante nello spiazzo della cucina, inondata di nuvole , e pioggia e freddo e odore di dopo barba su una torta calda ..Tutti insieme documentavano in modo singolare il mio soggiorno su questa terra . Muta sotto l ‘albero del ozio in una immobilità raggelante . in quella aria tersa di terza primavera , dorata come miele. .e tra una nostalgia e l altra si slacciava la camicia fin quasi a spogliarsi .
η επέτειος si nasconde nella sabbia sotto il vecchio carrubo , scambiando un sorso di vino con un paio di melagrane rosate rubate . In cielo ce sempre una luna pallida e anemica come sangue. Il silenzio mi avvolge come un bozzolo soffice , filato dal aria salmastra che sale dalle dune roventi d ottobre , ombre hombre , che mese crudele , ad agitare le ombre ..
E il nastro che aveva immortalato la mia immagine..nella speranza che magari fra trenta anni ,quella immagine se per puro caso, o sbaglio ,venisse proiettata sullo schermo di un computer...io sarei li, intatta , ancora giovane e bellissima a fissarlo negli occhi ,autentica in una incarnazione virtuale e chimica, a fare ......" Ciao ciao " con la mia mano..___________________
Scivolai via per la strada deserta sotto gli alberi bagnati in fiore e raggiunsi il crinale della collina . giunsi ansimando l ‘ultima terrazza e saltai sulla strada con un balzo tremendo ,
raggiante di gioia e senza fiato …

η επέτειος :parzialmente nuvoloso , o piove quasi sempre il vent8 o8bre .
Infilai i minuscoli piedini nelle mie pantofole rosa con il piccolo tacco alto, do' una scrollatina a i miei meravigliosi boccoli biondi, e avvolta nella mia vaporosa vestaglia di seta, mi avviai in cucina , dove mi aspettava, la cremosa torta appena sfornata dal miomarito. Infilo un dito nella glassa e lo leccai in modo capriccioso..Senza un copione i pensieri si affumicano e mettono un’ipoteca sull’ essere e sul divenire. Difficili da far uscire come estrarre un dente cariato da una mascella che non ha un punto di fine come se fosse attaccata direttamente alle ossa del cranio .
Dita soffice . magiche e leggere . miscuglio di colori sgargianti imbrattate dal sangue del grano, scintillanti come rubini alla luce di un sole al tramonto che infiamma le mie mani come quelle di un chirurgo che ha scavato nel cuore di un morto ammazzato per espiantarlo. I miei colori li ho traditi ..piove sempre il vent8 8ttobre , hombre
" you' ve changed " cantava Billie Holiday , dalla camera da letto ..."
Continui a comparire e a scomparire e a riapparire disse. sei sempre stata cosi ,non ho mai scoperto veramente chi sei..Sparisci e ritorni diversa da prima ,e io devo riadattarmi..Quale delle tue forme mi conviene tenere d occhio? " mi urlo dalla doccia...
Il mio occhio coglie la azione giù per la strada ,dalla tentina rosa delle cucina , in mezzo a minuscole gocce di pioggia, come lenti a contatto incollate sul vetro. Due donne caricavano cartoni ,e sacchetti della spesa nel bagagliaio aperto della macchina.Da i sacchetti spuntavano gambe di sedano e surgelati e scatole di detersivo.Sembrava la sorda riproduzione di una realtà nota , catturata dal ’ obbiettivo di una macchina fotografica .Un silenzio sordo e profondo . Mi sentii come se dovessi scusarmi , per essermi intromess0 in tale scena di universale cordoglio filtrata dai rami di limoni amari già spremuti . manici di anfora di Atene con il sigillo impresso col pollice sul ‘argilla morbida , le rughe del mio padre , un penny vittoriano , tessere di mosaico di qualche chiesa bizantina , gli occhi di mia madre .
Mi sorrise " Dai vestiti che ti faccio le foto" ,disse e comincio a scattare... Mi sembrava di salutare me stessa, nella speranza che se un giorno ,i miei dubbi avessero richiesto prova concreta dal mio transito terreno ,avrei potuto ricordare quel instante nello spiazzo della cucina, inondata di nuvole , e pioggia e freddo e odore di dopo barba su una torta calda ..Tutti insieme documentavano in modo singolare il mio soggiorno su questa terra . Muta sotto l ‘albero del ozio in una immobilità raggelante . in quella aria tersa di terza primavera , dorata come miele. .e tra una nostalgia e l altra si slacciava la camicia fin quasi a spogliarsi .
η επέτειος si nasconde nella sabbia sotto il vecchio carrubo , scambiando un sorso di vino con un paio di melagrane rosate rubate . In cielo ce sempre una luna pallida e anemica come sangue. Il silenzio mi avvolge come un bozzolo soffice , filato dal aria salmastra che sale dalle dune roventi d ottobre , ombre hombre , che mese crudele , ad agitare le ombre ..
E il nastro che aveva immortalato la mia immagine..nella speranza che magari fra trenta anni ,quella immagine se per puro caso, o sbaglio ,venisse proiettata sullo schermo di un computer...io sarei li, intatta , ancora giovane e bellissima a fissarlo negli occhi ,autentica in una incarnazione virtuale e chimica, a fare ......" Ciao ciao " con la mia mano..___________________
Scivolai via per la strada deserta sotto gli alberi bagnati in fiore e raggiunsi il crinale della collina . giunsi ansimando l ‘ultima terrazza e saltai sulla strada con un balzo tremendo ,
raggiante di gioia e senza fiato …